18.12.2024
Relations
Coopservice è case history di successo nel Libro Bianco dell’Innovation Management
Secondo l’osservatorio rappresenta un esempio virtuoso dell’importanza di dotarsi di un presidio strutturato di gestione dell’innovazione

Considerati un modello dall’osservatorio annuale sulla gestione dell’innovazione  

Coopservice è citata quale case history virtuoso nell’edizione 2024 del Libro Bianco dell’Innovation Management, l’osservatorio annuale che analizza e documenta lo stato dell'arte e le tendenze nel campo della gestione dell'innovazione in Italia. Il report presenta le evoluzioni normative, le best practice poste in essere dalle più significative realtà aziendali, approfondimenti su tematiche emergenti, proponendo raccomandazioni per migliorare le strategie di innovazione nelle organizzazioni italiane.

L’importanza di strutturare funzioni dedicate alla gestione dei processi di innovazione  

In particolare Coopservice, che ha conseguito l’attestazione ISO 56002, viene indicata ad esempio nella strutturazione di dipartimenti aziendali dedicati alla gestione dell’innovazione e forniti delle necessarie competenze. La ‘regolamentazione’ dell’innovazione è, infatti, considerata sempre più un fattore strategico per la competitività e l’efficienza delle organizzazioni, in quanto consente di orientare e capitalizzare al meglio le attività volte ad introdurre nuove idee, processi, prodotti: elementi decisivi per potere mantenere o accrescere il proprio vantaggio competitivo su mercati globalizzati che richiedono un approccio costantemente votato all’innovazione.

L’adesione agli standard ISO fondamentale per la gestione dei rischi

Soprattutto, l’ancoraggio alla serie delle norme di riferimento ISO 56000 (all’attestazione 56002:2021 si è ora aggiunta la nuovissima certificazione 56001:2024) consente alle organizzazioni di rispondere in maniera più strutturata alla gestione dei rischi che impattano sul buon esito e sull’efficacia dei processi di innovazione, i quali, per loro natura, sono soggetti a possibili fallimenti. A questo proposito, il Libro Bianco sottolinea come nel nostro Paese si sia sviluppata una ricerca sul campo che ha portato a identificare dieci cause principali di fallimento dei processi di innovazione, insieme a quindici azioni suggerite per prevenirlo.

Governare l’innovazione richiede un presidio coordinato e un approccio interfunzionale

Nello specifico, le dieci cause di insuccesso dei processi innovativi emerse dallo studio sono riconducibili a quattro temi principali (leadership team, persone, performance e cultura aziendale) e, per alcune delle attività di prevenzione suggerite, l’osservatorio indica casi aziendali che le hanno adottate con successo. Una delle principali situazioni di rischio individuate è riferita al caso in cui l’innovazione aziendale sia lasciata in mano a singoli individui che, in autonomia e con scarse risorse, sono chiamati ad attivare processi non core trasversali a tutta l’organizzazione. Secondo gli analisti del Libro Bianco, al contrario, il presidio di questa attività deve essere adeguatamente strutturato, in quanto l’innovazione per definizione richiede uno sforzo coordinato e interfunzionale.

L’orientamento all’innovazione riguarda tutte le funzioni aziendali

Seguendo questa visione ‘integrata’, gli analisti dell’osservatorio pongono le persone al centro dell’innovazione in ogni tipologia di organizzazione, secondo due direttrici convergenti. La prima è riferita alla necessità che l’orientamento all’innovazione non sia appannaggio di pochi ma faccia parte del patrimonio culturale condiviso da tutta la popolazione aziendale, la quale deve comprenderne l’importanza e la necessità di esserne partecipi. Ciò però non è sufficiente perché, ed è questa la seconda linea convergente, al contempo all’innovazione deve essere dedicata una specifica struttura dotata delle necessarie competenze, al pari di altre funzioni quali ad esempio il marketing, le risorse umane, il procurement.

Lo sviluppo delle ‘soft skill’ nell’approccio gestionale di Coopservice

Secondo il Libro Bianco tale caratteristica di presidio professionale strutturato “non è tipicamente presente nella maggior parte degli uffici innovazione” ed è invece ciò che si ritrova nei casi aziendali riportati di Coopservice e Stef Italia in cui “sono presenti uffici specifici che, con persone dedicate e competenza, guidano l’innovazione aziendale sia in termini di sviluppo di iniziative che di attività di gestione”. Il tutto senza però dimenticare come lo sviluppo di competenze di innovazione abbia una dimensione ‘soft’, caratteristica questa specificamente attribuita al caso di Coopservice che, si legge nel report, “ha identificato le soft skill che i membri dell’ufficio innovazione e il suo coordinatore debbono avere e le ha evidenziate nel modello aziendale di sviluppo delle competenze”.

La tesi finale del Libro Bianco

La conseguenza è che Coopservice ha quindi previsto che tutto il team di innovazione debba lavorare sullo sviluppo di soft skill quali flessibilità e cambiamento, identity, lavoro di squadra e integrazione interfunzionale, lean ed agile management, pianificazione e organizzazione, così come il coordinatore di team debba inoltre operare su gestione, sviluppo e valorizzazione delle persone, leadership, orientamento al servizio/cliente e gestione del team. “Per tutte le organizzazioni che non sono ancora dotate di presidi organizzativi strutturati per guidare l’innovazione – è la conclusione riportata nel Libro Bianco - è ora il momento di riflettere sulla necessità di farlo perché la presenza di presìdi strutturati è notoriamente un elemento imprescindibile per il successo dell’innovazione in azienda”.

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Progetto Scuola 2030, un’esperienza di giornalismo e cittadinanza attiva che consente ai ragazzi di entrare in contatto con le aziende locali e orientarsi nel mondo del lavoro
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09.06.2026
Progetto Scuola 2030, un’esperienza di giornalismo e cittadinanza attiva che consente ai ragazzi di entrare in contatto con le aziende locali e orientarsi nel mondo del lavoro
Gli studenti si trasformano in giornalisti e pubblicano i propri articoli negli inserti settimanali messi a disposizione dai quotidiani locali del gruppo Sae, documentando le realtà economiche, associative e istituzionali del territorio secondo il loro punto di vista generazionale. Coopservice è partner dell’iniziativa per il terzo anno consecutivo.
Coopservice è per il terzo anno consecutivo partner di ‘Progetto Scuola 2030’, un laboratorio di giornalismo, cittadinanza attiva e orientamento consapevole promosso dal gruppo editoriale Sae (Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara) con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e rivolto agli studenti delle scuole superiori. Attraverso specifiche iniziative, il progetto si pone l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo dell’informazione, del lavoro e alle realtà del territorio in cui vivono, generando un ponte concreto tra gli istituti scolastici e le varie articolazioni del contesto in cui sono inseriti. Con ‘Progetto Scuola 2030’ gli studenti si trasformano così in giornalisti e pubblicano i propri articoli negli inserti settimanali messi a disposizione dai quotidiani locali del gruppo Sae, documentando le realtà economiche, associative e istituzionali del territorio secondo il loro punto di vista generazionale. Grazie a questa esperienza i ragazzi hanno l’opportunità di acquisire consapevolezza e orientamento, sperimentando esperienze di partecipazione attiva che li aiutino anche a immaginare scenari di realizzazione professionale possibili.
Con la UNI/PdR 180:2026 la parità di genere diventa una variabile misurabile delle politiche pubbliche
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19.03.2026
Con la UNI/PdR 180:2026 la parità di genere diventa una variabile misurabile delle politiche pubbliche
Nei rapporti con le PA si profila un vantaggio competitivo per le imprese che riusciranno a valorizzare il proprio impegno concreto per la gender equality.
La pubblicazione della ‘Valutazione di impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento ex-ante ed ex-post’, avvenuta il 10 febbraio 2026, rappresenta uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni nel percorso di implementazione della parità di genere nelle politiche pubbliche italiane. Si tratta di una ‘Prassi di Riferimento’ (PdR) per le Pubbliche Amministrazioni alle quali fornisce una metodologia strutturata per valutare l’impatto di genere di tutte le politiche poste in atto, sia prima che dopo la loro emissione. Non un obbligo legislativo, dunque, quanto un riferimento tecnico che fornisce raccomandazioni e requisiti, e il cui recepimento ha carattere volontario. Con la UNI/PdR 180:2026, in ogni caso, la parità di genere da tema ‘etico’ diventa sempre più una variabile economica misurata e valutata in base all’impatto prodotto. Generando la prospettiva, nei rapporti con le PA, di un vantaggio competitivo per le imprese in grado di attestare il proprio impegno concreto per la gender equality.
I molteplici effetti positivi del connubio Aziende-Cultura
Relations
28.07.2025
I molteplici effetti positivi del connubio Aziende-Cultura
Oltre a costituire un valore in sé, il mecenatismo culturale induce diversi benefici a vantaggio del territorio e delle stesse imprese sostenitrici. La concezione del ‘doppio valore’ alla base delle diverse collaborazioni intraprese da Coopservice per il sostegno alle attività culturali.
Nell’ambito delle iniziative in favore delle comunità locali intraprese dalle aziende consapevoli del proprio ruolo sociale, un posto di primaria importanza è rivestito dal supporto alle attività culturali. Il sostegno alla cultura è un esercizio che costituisce un valore in sé, in quanto si traduce nella condivisione di momenti e progetti che diffondono ed elevano la conoscenza, avvicinano le persone, abbattono le barriere e creano occasioni di confronto e arricchimento, promuovendo in tal modo sviluppo e coesione sociale. Ma oltre a costituire un valore in sé, il mecenatismo culturale induce diversi benefici a vantaggio del territorio e delle stesse imprese sostenitrici. Nel caso di Coopservice alla base delle diverse collaborazioni intraprese per il sostegno alle attività culturali c’è il duplice significato attribuito al concetto di ‘valore’: attraverso il mecenatismo culturale Coopservice si propone di condividere valori, e, sempre per tramite della cultura, intende restituire valore alle proprie comunità di riferimento contribuendo a renderle più inclusive, solidali e coese.