27.08.2021
Ambiente
Con ‘E-Mobility’ parte la conversione all’elettrico dei veicoli Coopservice
Avviata la fase di test dell’ambizioso progetto che mira all’abbattimento della Carbon Footprint aziendale

I primi ‘paletti’ del progetto: le colonnine di ricarica installate nel grande parcheggio della sede centrale

Le 2 colonnine di ricarica elettrica installate da qualche settimana nel grande parcheggio della sede di Reggio Emilia di Coopservice costituiscono il punto di avvio della fase di test del progetto ‘E-Mobility’ che il gruppo cooperativo di servizi di facility intende portare a regime nello spazio di almeno 1 anno.

Che cosa è ‘E-Mobility’? Si tratta di un approccio empirico, ovvero basato su rilevazioni e misurazioni, alla mobilità elettrica (‘full electric’) e per tale via a questioni quali la riduzione della Carbon Footprint (impronta di carbonio) aziendale e il peso e l’importanza attribuibile, nell’ambito di essa, alle caratteristiche dei mezzi di trasporto utilizzati.

L’idea di partenza è ovviamente che la conversione di una buona parte della flotta dei veicoli aziendali, transitando dai tradizionali motori endotermici a quelli elettrici, possa produrre oltre ad un contenimento dei costi gestionali un significativo abbattimento della Carbon Footprint.
Attraverso accurate misurazioni e analisi dei dati raccolti, ‘E-Mobility’ si propone pertanto di individuare quanti e quali sono i veicoli aziendali candidabili alla propulsione full electric per poi programmare ed attuare i conseguenti investimenti.

Le colonnine di ricarica, punta dell’iceberg dell’impegno di Coopservice per la riduzione della Carbon Footprint

Il tema della riduzione della Carbon Footprint è destinato a diventare sempre più un asset strategico delle aziende, in quanto la partecipazione delle imprese al traguardo della carbon neutrality (ovvero l’obiettivo del saldo zero delle emissioni di anidride carbonica che deve riguardare ogni attività umana) è una delle condizioni imprescindibili per il suo raggiungimento.
A tal proposito va considerato che il 28 giugno scorso con l’approvazione del Consiglio Europeo si è conclusa la procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione UE l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, determinando un obiettivo intermedio vincolante di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Ma che cosa implica per un’azienda essere carbon neutral? Il primo passo è appunto la valutazione della Carbon Footprint che rappresenta la quantità di emissioni di gas a effetto serra originate dalle attività di produzione o di servizio di un’impresa: è possibile calcolarla redigendo un ‘inventario delle emissioni di gas serra’ con riferimento all’esercizio annuale, tracciando in tal modo la specifica impronta di carbonio dell’azienda.

Coopservice nel 2020 ha avviato un ambizioso progetto per lo sviluppo di un processo di decarbonizzazione che la vedrà impegnata, nell’arco temporale di due-tre anni, in un percorso di misurazione e identificazione dei fattori che determinano la propria Corporate Carbon Footprint, allo scopo di definire obiettivi di riduzione realistici e concretamente attuabili.

Il progetto di mobilità elettrica coinvolge tutti i settori e i livelli aziendali

Secondo i numerosi studi pubblicati sulla questione del Climate Change, volendo procedere ad una schematizzazione per settore di provenienza delle emissioni nocive, le attività di produzione ed utilizzo di energia sono considerate responsabili dell’80% delle emissioni di gas effetto serra, un terzo delle quali riconducibili ai trasporti.

Il progetto ‘E-mobility’ di Coopservice si colloca pertanto all’interno dell’obiettivo strategico generale di riduzione della Carbon Footprint e concerne un tratto di notevole rilevanza dell’attività aziendale considerando che sono complessivamente 1.600 i veicoli in carico al Gruppo e che ammontano a circa 6 milioni di euro le spese annuali di carburante.

Riguardando le caratteristiche della flotta dei veicoli ‘leggeri’ utilizzati (per i mezzi ‘pesanti’ la tecnologia dei motori elettrici è ancora futuribile), il progetto è destinato a coinvolgere tutti i settori e i livelli aziendali: dal cleaning alla security, dai servizi di energy e facility alle attività trasversali di staff.
Attraverso i dati raccolti dalle colonnine di ricarica, dotate di apposito software, i responsabili del progetto saranno in grado di valutare dettagliatamente l’incidenza degli aspetti potenzialmente più critici per poi, conseguentemente, individuare quali mezzi sono concretamente candidabili al passaggio al motore elettrico.

I motivi dell’approccio empirico di ‘E-Mobility’

Occorre infatti considerare che la tecnologia degli autoveicoli full electric è ancora piuttosto giovane e, oltre ai dati tecnici forniti dai produttori, è necessario approfondire elementi che, se preventivamente non ben valutati, possono pregiudicare l’operatività aziendale.

Per fare un esempio, non potendosi permettere di lasciare ‘a piedi’ un veicolo impegnato in cantieri di lavoro, come è allo stato quantificabile la capacità minima di percorrenza degli automezzi full electric? I produttori abitualmente dichiarano infatti la capacità massima di percorrenza (cioè quanti km indicativamente è possibile fare con una ricarica) ma non quella minima (cioè, indipendentemente dal tipo di guida, quanti sono i km con certezza garantiti con una ricarica) la cui conoscenza è invece decisiva invece per azzerare i rischi di fermo per mancanza di energia.

Inoltre, anche in considerazione del fatto che una tecnologia ‘giovane’ comporta la mancanza di una rete di assistenza consolidata, come è quantificabile la durata media di una batteria di un mezzo full electric?
E ancora: qual è la percorrenza media giornaliera e annua di un veicolo candidabile alla conversione? Dovendo valutare l’incidenza sull’operatività dei tempi di ricarica, quante sono mediamente le sue soste quotidiane?
Si tratta con tutta evidenza di questioni analitiche ma molto concrete se non si vuole che l’attuazione di ‘E-Mobility’ possa mettere a repentaglio l’operatività aziendale.

Uno specifico software per la raccolta dei dati di utilizzo dei veicoli elettrici

Perché proprio questo è il primo obiettivo dell’approccio analitico di E-Mobility di Coopservice: i vantaggi ambientali ed economici del passaggio ad automezzi elettrici sono indubbi (oltre al risparmio di carburante il veicolo full electric assicura una manutenzione molto più semplice, non avendo bisogno di lubrificazione e filtri per il gasolio); occorre però preventivamente verificare le potenzialità criticità così da assicurarsi che venga salvaguardata l’attività operativa delle linee produttive.

Ecco allora spiegato perché si sta procedendo con sequenziali fasi di test che, insieme alla installazione delle 2 colonnine al servizio di 8 piazzole di parcheggio, hanno visto partire le prime rilevazioni di dati su auto ibride in dotazione a dipendenti.
Si tratta di colonnine da 22 kilowattora (di fatto la potenza di ricarica più elevata disponibile in corrente alternata, ovvero quella comunemente distribuita ovunque nelle abitazioni e negli edifici commerciali e industriali) e caratterizzate da ‘versatilità’ perché all’occorrenza spostabili in altro luogo, nonché dotate di un software che, ad ogni ricarica, contabilizza i chilometri percorsi da quello specifico veicolo.

In questo modo per potere avviare la ricarica e la rilevazione automatica dei dati di utilizzo, una volta scaricata la specifica app sul proprio telefonino, il guidatore deve solo ‘inquadrare’ il QR code posto sulla colonnina.

Le fasi sequenziali di test del progetto E-Mobility

Contestualmente alla estensione della rilevazione dei dati ad altre auto ibride in uso a dipendenti verrà acquistato ed inserito nel programma di test il primo veicolo full electric aziendale, in dotazione ai servizi di affari generali della sede centrale.

Sono inoltre in fase di programmazione corsi per la guida di autoveicoli elettrici (che necessitano di specifiche istruzioni di conduzione), con l’obiettivo di disporre di personale già adeguatamente formato una volta che, individuati i veicoli da sostituire con automezzi elettrici, la nuova flotta di Coopservice inizierà a prendere corpo.

Va infine segnalato che il lavoro dei responsabili del progetto di E-Mobility procede in stretta collaborazione con il Mobility Manager aziendale, così da valutare nel tempo rilevazioni e specifiche iniziative sulla mobilità elettrica rivolte a tutte le persone che lavorano in Coopservice.